Orari Settimana Santa 2015
lunedì 30 marzo 2015
sabato 21 marzo 2015
I cinque difetti di Gesù per il card. François-Xavier Nguyen Van Thuan
Chi è il Cristo che mi viene incontro?
Nella
Sacra Scrittura preghiamo spesso con il Salmi sta: "Fa'
splendere il Tuo volto" (Sal 80,4) o "Cerco il Tuo volto"
(Sal 27,8). E questo senza fine, fino al giorno in cui potremo vedere
Cristo faccia a faccia.
Un
giorno i carceri eri mi hanno domandato: "Chi è Gesù Cristo?
Perché tu soffri per Lui?" Anche i giovani mi hanno spesso
chiesto: "Chi è Gesù Cristo per Lei e come mai ha lasciato
tutto per Lui? Lei poteva avere casa, famiglia, beni, un buon
avvenire e ha lasciato tutto per seguire Gesù; Chi è dunque Gesù
nella sua vita?"
È
difficile dire le qualità di Dio: sono trascendenti. Egli è
onnipotente, onnisciente, onnipresente... Mi sembra più facile dire
i difetti di Gesù. Alcuni di voi avete forse sentito parlare dei
cinque difetti di Gesù, di cui ho trattato negli esercizi spirituali
alla Curia romana. Alcuni Cardinali e Vescovi dopo questa meditazione
mi hanno chiesto dove fossero gli altri difetti. Oggi, se volete, vi
dico anche gli altri. l cinque difetti di cui avevo parlato alla
Curia erano:
Gesù
non ha buona memoria,
perché sulla Croce il buon ladrone gli chiede di ricordarsi di lui
in Paradiso e Gesù non risponde come avrei fatto io "fa' prima
venti anni di purgatorio", ma dice subito di sì: "Oggi tu
sarai con me in paradiso" (Lc 23,43).
Con la Maddalena fa la stessa cosa, e ugualmente con Zaccheo, con Matteo ecc. "Oggi la salvezza entra in questa casa" (Lc 19,9), dice a Zaccheo. Gesù perdona e non ricorda che ha perdonato. Questo è il suo primo difetto.
Con la Maddalena fa la stessa cosa, e ugualmente con Zaccheo, con Matteo ecc. "Oggi la salvezza entra in questa casa" (Lc 19,9), dice a Zaccheo. Gesù perdona e non ricorda che ha perdonato. Questo è il suo primo difetto.
Il
secondo difetto è che Gesù
non conosce la matematica:
un pastore ha cento pecore. Una si è smarrita: lascia le novantanove
per andare a cercare quella smarrita e quando la incontra la porta
sulle
spalle per tornare all'ovile (Mt 18, 12). Se Gesù si presentasse
all'esame di matematica sarebbe certamente bocciato, perché per lui
uno è uguale a novantanove.
Il
terzo difetto di Gesù
è che non
conosce la logica:
una donna ha perduto una dracma. Accende la luce per cercare in tutta
la casa la dracma perduta e quando l' ha trovata va a svegliare le
amiche per festeggiare con loro (Lc 15, 8). Si vede che è veramente
illogico il suo comportamento, perché sapendo che la dracma era
comunque in casa, avrebbe potuto aspettare la mattina seguente e
dormire. Invece cerca subito, senza perdere tempo, di notte. D'altra
parte, svegliare le amiche non è meno illogico. Anche la causa per
cui festeggiare l'aver trovato una dracma - non è poi tanto logico.
Infine, per festeggiare una dracma ritrovata dovrà spendere più di
dieci dracme...
Gesù fa lo stesso: in cielo il Padre, gli angeli e i santi hanno più gioia per un peccatore che si converte, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza.
Gesù fa lo stesso: in cielo il Padre, gli angeli e i santi hanno più gioia per un peccatore che si converte, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza.
Il
quarto difetto è che Gesù
sembra essere un avventuriero:
di solito un politico alle elezioni fa propaganda e promesse: la
benzina costerà meno, le pensioni saranno più alte, ci sarà lavoro
per tutti, non ci sarà più inflazione... Gesù, invece, chiamando
gli apostoli, dice: "Chi vuoi venire dopo di me, lasci tutto,
prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16,24). Seguirlo, dunque,
per andare dove? Gli uccelli hanno un nido, le volpi una tana, ma il
Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo... Seguire Gesù è
un'avventura: fino all'estremità della terra, senza auto, senza
cavallo, senza oro, senza mezzi, senza bastone, unicamente con la
fede in Lui.
Non vi sembra che sia proprio un avventuriero? Eppure, da venti secoli siamo ancora in molti ad entrare nell'associazione dei suoi avventurieri, come Lui, con Lui.
Non vi sembra che sia proprio un avventuriero? Eppure, da venti secoli siamo ancora in molti ad entrare nell'associazione dei suoi avventurieri, come Lui, con Lui.
Il
quinto difetto di Gesù
è che non
conosce l'economia e la finanza,
perché va a cercare quelli che lavorano alle tre e alle sei e alle
nove e paga gli ultimi come i primi (Mt 20, 1ss).
Se Gesù fosse economo di una comunità o direttore di una banca, farebbe bancarotta, perché paga chi lavora meno come chi ha fatto tutto il lavoro.
Se Gesù fosse economo di una comunità o direttore di una banca, farebbe bancarotta, perché paga chi lavora meno come chi ha fatto tutto il lavoro.
Gioia dell'incontro con Gesù
Scoprite
la gioia della speranza
L'ultimo ritiro spirituale
predicato dal Card. Van Thuan
Cari Amici, Fratelli carissimi nella grazia del battesimo e del sacerdozio! Innanzitutto i miei cordialissimi saluti e auguri di amore e di pace.
A
quale scopo sono venuto proprio qui, in questi giorni? La risposta è
semplice: sono venuto per la nostra santificazione, che è la cosa
più urgente che il Signore vuole da noi sacerdoti per il nuovo
millennio: "Questa è la volontà di Dio, la vostra
santificazione" (1Ts 4,3). Come sapete la lettera da cui è
tratta questa frase, indirizzata ai cristiani di Tessalonica, è il
più antico scritto cristiano. L'apostolo Paolo sin dall'inizio ha
voluto dire la cosa più importante e necessaria, e continua a
ripetercela oggi. Come articolerò questo incontro con voi?
Vorrei
meditare con voi sulle Gioie
dei testimoni della speranza.
L'incontro
con Cristo nella mia vita.
Il
primo punto della mia prima tappa parte da un testo di Matteo: "Se
vuoi essere perfetto, va, vendi i tuoi beni e seguimi" (Mt
19,21). È il messaggio di Giovanni Paolo II ai giovani di Tor
Vergata: "Non abbiate paura di essere i santi del nuovo
millennio" (18 Agosto 2000). A voi sacerdoti qui adunati voglio
dire analogamente: non abbiate paura di essere i sacerdoti santi del
nuovo millennio!
Vorrei
iniziare questa riflessione sulla chiamata alla santità da un esame
di coscienza molto personale: nella mia vita, e anche adesso da
cardinale, ho avuto ed ho paura delle esigenze del Vangelo: ho paura
della santità, di essere santo. Mi piacciono le mezze misure. Invece
Cristo mi richiama ogni minuto ad amare Dio con tutto il mio cuore,
con tutta l'anima, con tutte le mie forze, con tutto me stesso. Ogni
giorno io ho vissuto momenti come quelli del giovane nel Vangelo che
se ne va triste perché ha molti beni.
Nella
mia vita ho molto predicato, a ogni categoria di persone, ma talvolta
non ho osato chiedere la santità. Ho parlato della gioia, della
speranza, dell'impegno, ma ho avuto paura di parlare della santità,
come se fosse qualcosa che la gente non può comprendere o accettare
come possibile. Ho sottovalutato la buona volontà della gente e la
forza della grazia del Signore.
Io
sono stato in prigione più di tredici anni: ho avuto momenti duri,
anche molto duri. Tante volte non ho osato pensare alla santità: ho
voluto essere fedele alla Chiesa, non rinnegare nulla della mia
scelta. Ma non ho pensato sufficientemente ad essere santo, mentre
Cristo in verità ha detto: "Siate perfetti come il Padre vostro
è perfetto" (Mt 5,48).
Lo
scorso anno sono stato operato per l'asportazione - almeno parziale -
di un tumore. Mi hanno tolto due chili e mezzo del tumore: sono
rimasti nel mio ventre quattro chili e mezzo, che non possono essere
asportati. Ed io ho avuto paura di essere santo con tutto questo:
questa è stata la mia sofferenza. Essa però è durata solo fino al
momento in cui ho visto la volontà di Dio in quanto mi succedeva ed
ho accettato di portare questo peso fino alla morte, e di
conseguenza
di non poter dormire che un'ora e mezza ogni notte. Accettando
questo, sono ora nella pace: nella sua volontà è la mia pace! Fino
a quando Dio vorrà, vorrò essere come Lui vorrà da me, per me!
domenica 15 marzo 2015
La Ballata del Cavallo bianco
"... tra molti secoli, tristi e lenti,
– io ho una visione – io so
che i pagani ritorneranno.
Essi non verranno su navi da guerra,
non devasteranno col fuoco,
ma i libri saranno il loro unico cibo,
e con le mani impugneranno l'inchiostro.
Non con lo spirito dei cacciatori
o con la feroce destrezza del guerriero,
ma mettendo a posto ogni cosa con parole morte,
ridurrano le bestie e gli uccelli a burattini
ed il vento e le stelle ad una ruota che gira.
Avranno l'aspetto mite dei monaci,
pieni di fogli e di penne;
e voi guarderete alle vostre spalle ammirando
e desiderando un giorno come quelli di Alfred,
in cui, almeno, i pagani erano uomini.
Il caro sole rimpicciolito tra soli spaventosi,
come fiori superbi sul loro stelo,
la terra smarrita e piccola come un chicco,
tra le selve immense del cielo profondo,
– queste saranno le piccole erbacce che vedrete
strisciare, coprendo il gesso.
Ma se anche calpesteranno il mare santo di Maria,
e ruberanno le ali di San Michele –
se anche racconteranno meraviglie,
più grandi di quelle che Virgilio
creò per l'imperatore romano;
voi li riconoscerete da questi segni:
lo spezzarsi della spada,
e l'uomo che non è più un cavaliere libero,
capace di amare o di odiare il suo signore.
Sì, questo sarà il loro segno:
il segno del fuoco che si spegne,
e l'Uomo trasformato in uno sciocco,
che non sa chi è il suo signore.
Anche se arriveranno con carta e penna
e avranno l'aspetto serio e pulito dei chierici,
da questo segno li riconoscerete,
dalla rovina e dal buio che portano;
da masse di uomini devoti al Nulla,
diventati schiavi senza un padrone,
da un cieco e remissivo mondo idiota,
troppo cieco per essere disprezzato;
dal terrore e da storie crudeli
di una macchia segnata nelle ossa e nella stirpe,
dalla vittoria dell'ignavia e della superstizione,
maledette fin dal principio,
dalla presenza di peccatori,
che negano l'esistenza del peccato;
da questa rovina silenziosa,
dalla vita considerata una pozza di fango,
da un cuore spezzato nel seno del mondo,
dal desiderio che si spegne nel mondo;
dall'onta scesa su Dio e sull'uomo,
dalla morte e dalla vita rese un nulla,
riconoscerete gli antichi barbari,
saprete che i barbari sono tornati.
Quando si fa un gran parlare di moda e correnti,
e di saggezza e destino,
date il benvenuto all'idolatria che non muore,
che è più triste del mare.
Come gli uomini potranno sconfiggerla,
o se la Croce si innalzerà di nuovo
con la carità o con la cavalleria,
la mia visione non lo dice; e io non vedo altro;
ma ora, pur nel dubbio, cavalco
verso la battaglia sulla pianura." (pp. 133-134-135, 2011) G.K. Chesterton
– io ho una visione – io so
che i pagani ritorneranno.
Essi non verranno su navi da guerra,
non devasteranno col fuoco,
ma i libri saranno il loro unico cibo,
e con le mani impugneranno l'inchiostro.
Non con lo spirito dei cacciatori
o con la feroce destrezza del guerriero,
ma mettendo a posto ogni cosa con parole morte,
ridurrano le bestie e gli uccelli a burattini
ed il vento e le stelle ad una ruota che gira.
Avranno l'aspetto mite dei monaci,
pieni di fogli e di penne;
e voi guarderete alle vostre spalle ammirando
e desiderando un giorno come quelli di Alfred,
in cui, almeno, i pagani erano uomini.
Il caro sole rimpicciolito tra soli spaventosi,
come fiori superbi sul loro stelo,
la terra smarrita e piccola come un chicco,
tra le selve immense del cielo profondo,
– queste saranno le piccole erbacce che vedrete
strisciare, coprendo il gesso.
Ma se anche calpesteranno il mare santo di Maria,
e ruberanno le ali di San Michele –
se anche racconteranno meraviglie,
più grandi di quelle che Virgilio
creò per l'imperatore romano;
voi li riconoscerete da questi segni:
lo spezzarsi della spada,
e l'uomo che non è più un cavaliere libero,
capace di amare o di odiare il suo signore.
Sì, questo sarà il loro segno:
il segno del fuoco che si spegne,
e l'Uomo trasformato in uno sciocco,
che non sa chi è il suo signore.
Anche se arriveranno con carta e penna
e avranno l'aspetto serio e pulito dei chierici,
da questo segno li riconoscerete,
dalla rovina e dal buio che portano;
da masse di uomini devoti al Nulla,
diventati schiavi senza un padrone,
da un cieco e remissivo mondo idiota,
troppo cieco per essere disprezzato;
dal terrore e da storie crudeli
di una macchia segnata nelle ossa e nella stirpe,
dalla vittoria dell'ignavia e della superstizione,
maledette fin dal principio,
dalla presenza di peccatori,
che negano l'esistenza del peccato;
da questa rovina silenziosa,
dalla vita considerata una pozza di fango,
da un cuore spezzato nel seno del mondo,
dal desiderio che si spegne nel mondo;
dall'onta scesa su Dio e sull'uomo,
dalla morte e dalla vita rese un nulla,
riconoscerete gli antichi barbari,
saprete che i barbari sono tornati.
Quando si fa un gran parlare di moda e correnti,
e di saggezza e destino,
date il benvenuto all'idolatria che non muore,
che è più triste del mare.
Come gli uomini potranno sconfiggerla,
o se la Croce si innalzerà di nuovo
con la carità o con la cavalleria,
la mia visione non lo dice; e io non vedo altro;
ma ora, pur nel dubbio, cavalco
verso la battaglia sulla pianura." (pp. 133-134-135, 2011) G.K. Chesterton
sabato 14 marzo 2015
Venerdì 20 Marzo - Adamo e Eva sono realmente esistiti?
Adamo e Eva sono realmente esistiti?
Il Prof. Umberto Fasol presenta alcune prove paleontologiche e scientifiche sul primo ceppo umano.
per visualizzare una conferenza simile andate al sito:https://vimeo.com/118216723
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