venerdì 22 novembre 2013

San Francesco e San Tommaso - G. K. Chesterton

"Il santo è una medicina in quanto è un antidoto. Ed è così, senza dubbio, perché spesso il santo è anche un martire; viene scambiato per veleno proprio perché è un antidoto. Di solito, lo vediamo rigenerare il mondo con l'esaltare tutto ciò che il mondo ignora, che non è affatto sempre la stessa cosa in ogni epoca. Eppure ogni generazione cerca il proprio santo per istinto; e questi non è quello che la gente vuole, ma piuttosto quello di cui la gente ha bisogno. È que¬sto senza dubbio il vero significato delle famose parole, molto spesso fraintese, rivolte ai primi santi: «Voi siete il sale della Terra», che fecero esclamare al Kaiser con gran solennità che i suoi muscolosi tedeschi erano il sale della Terra; e con questo intendeva semplicemente dire che erano i più muscolosi della Terra, e dunque i migliori. Ma il sale insaporisce e conserva il manzo, non perché è come il manzo, ma perché è molto diverso. Cristo non disse agli apostoli che erano semplicemente quelli che eccellevano, né che erano i soli a eccellere, ma che erano l'eccezione, quelli permanentemente in contraddizione e incompatibili; e il testo sul sale della terra è effettivamente aspro, pungente e brusco come il sapore del sale. Proprio perché erano gli eccezionali, non dovevano perdere le loro eccezionali qualità. «Se il sale perde il suo sapore, con che cosa si salerà?» è una domanda molto più acuta che continuare a lamentarsi sul prezzo del manzo migliore. Se il mondo diventa troppo mondano, la Chiesa lo può rimproverare, ma se la Chiesa diventa troppo mondana, non può essere coerentemente rimproverata dal mondo per la sua mondanità.
È dunque il paradosso della storia che ogni generazione sia convertita dal santo che più la contraddice. San Francesco esercitò sui vittoriani un'attrazione strana, addirittura inquietante: proprio sugli inglesi del diciannovesimo secolo che a prima vista parevano ben soddisfatti dei loro commerci e del loro buon senso. Pian piano, non solo un inglese discretamente soddisfatto di sé come Matthew Arnold, ma perfino i liberali inglesi che egli criticava per il loro autocompiacimento, cominciarono a scoprire il mistero del Medioevo attraverso la strana storia raccontata a tinte contrastanti nei dipinti agiografici di Giotto. C'era, nella storia di san Francesco, qualcosa che andava a toccare tutte le tipiche caratteristiche inglesi più famose e più banali, tutte le tipiche caratteristiche inglesi più nascoste e più umane: la segreta tenerezza del cuore; la poetica vaghezza della mente; l'amore per il paesaggio e per gli animali. San Francesco d'Assisi fu l'unico cattolico del Medioevo a diventare famoso in Inghilterra per i suoi meriti personali. Se il mondo moderno aveva dimenticato quei meriti particolari, era stato in larga misura per un sentimento inconscio. Le classi medie inglesi trovarono il loro unico missionario proprio nella figura che disprezzavano più di ogni altro tipo al mondo: un mendicante italiano." 

 San Tommaso, G. K. Chesterton

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